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Saluti dalla Puglia

Roma e la Puglia - terza parte

10-03-2022 11:30

Saluti dalla Puglia

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Roma e la Puglia - terza parte

Il tempo libero nell’antica Roma

Il tempo libero nell’antica Roma. I Romani attribuirono molta importanza agli edifici pubblici destinati allo svago del popolo. Il teatro romano riprendeva il modello di quello greco, ma invece di venire scavato nel fianco di colline naturali, era interamente costruito in muratura. Una vera e propria innovazione fu rappresentata dall’anfiteatro, un edificio di forma ellittica riservato a eventi specifici come le venationes, ossia la caccia alle belve feroci, le esecuzioni dei condannati a morte e i combattimenti dei gladiatori, atleti addestrati a combattere con l’uso della spada. Il circo era invece un edificio dalla forma allungata destinato alle corse con i carri e i cavalli, mentre le terme costituivano dei bagni pubblici, dove la gente si recava non solo per curare l’igiene personale, ma anche per trascorrere il tempo libero.

 

Roma e la Puglia. Attraverso una serie di trattati con i singoli centri, Roma riesce ad assoggettare tutte le popolazioni locali e fonda nel 242 a.C Brindisi, una nuova colonia che diventerà per la sua posizione strategica il crocevia degli scambi commerciali con il versante adriatico e quello mediterraneo. Sarà intorno al I secolo d.C. che la Puglia diventerà una delle undici regioni volute dall’imperatore Augusto per organizzare i territori italiani: da questo momento, cesserà di chiamarsi Iapigia per diventare Apulia.

 

Brindisi ed Egnazia. Visitando il porto di Brindisi ci si imbatte in una maestosa colonna il cui capitello è riccamente decorato da creature marine: si tratta di un monumento eretto intorno al 110 d.C. per volere dell’imperatore Traiano per celebrare una deviazione della via Appia che da Benevento conduceva proprio a Brindisi, passando per Egnazia, città che ancora oggi conserva i resti del Foro, il luogo dedicato agli affari politici ed economici, e del tempio della dea Cibele. In origine, le colonne erano due. La seconda fu donata alla città di Lecce, con il fine di sostenere una statua eretta in onore di Sant’Oronzo. Oltre alla colonna, nel museo archeologico “Ribezzo” sono custoditi dei meravigliosi bronzi raffiguranti consoli romani e filosofi: si tratta dei resti di quello che doveva essere il carico di un’imbarcazione affondata nei pressi di Punta del Serrone.

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